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IN
OGNI CASO NESSUN RIMORSO
Pino Cacucci
Collana: Universale Economica
Pagine: 336
Prezzo: Euro 7,75
La biografia romanzata della "Banda Bonnot"
"Rimpianti sì, ma in ogni caso nessun rimorso..."
Così scrive su un quaderno a quadretti, prima di essere
colpito a morte dalla polizia, Jules Bonnot, il nemico
pubblico della Francia dei primi dieci anni del secolo, geniale
rapinatore, appassionato di auto e motori, capo di una banda
di anarchici sanguinari che terrorizzarono la Francia e fecero
scattare una feroce repressione antiproletaria. Pino Cacucci
ricostruisce con sapienza documentaria, ritmo e amore la biografia,
davvero singolare di Jules Bonnot, operaio, soldato, autista
nientemeno che di Sir Arthur Conan Doyle, il creatore di Sherlock
Holmes, e poi il sogno di una felicità rabbiosa da
lungo tempo accarezzata che lo trasforma in rapinatore (il
primo rapinatore che usa automobili) e anarchico sanguinario,
convinto di dover colpire la società borghese senza
mezze misure, creando il caos, facendo parlare i giornali.
Cacucci gli oppone il commissario Jouin, vicecapo della Sureté,
a cui è stato affidato il compito di fermare, con ogni
mezzo la banda Bonnot. Eroe tragicamente romantico, Jules
Bonnot esce dalle pagine di questo romanzo come un sognatore
ferito a cui fanno corona i molti personaggi, ugualmente memorabili,
che hanno incrociato il suo cammino. Primo fra tutti Conan
Doyle, ma anche gli amici della banda, Platano, l'italiano
Giuseppe Sorrentino, Raymond, Octave, Victor, Rirette, e la
bella Judith Thollon, l'amante di Jules.
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LA
GUERRA INFINITA
Giulietto Chiesa
Collana: Nuova Serie Feltrinelli
Pagine: 180
Prezzo: Euro 9,00
L11 settembre 2001 è cominciata una guerra che
non ha precedenti o paragoni nella storia delluomo.
Terza guerra mondiale? Prima guerra del nuovo millennio? Definizioni
inadeguate, fuorvianti. La guerra che comincia e che non è
destinata a finire in questa generazione è lo stadio
finale di quella "postmodernità" in cui abbiamo
creduto di vivere.
Questa guerra che si proclama, e non è, "guerra
contro il terrorismo internazionale" è
lultima fase della globalizzazione americana, lultima
sua conseguenza, lo sbocco inesorabile, come inesorabile è
questa globalizzazione. La nuova, inedita guerra planetaria
non è una lotta per il controllo delle risorse; non
è neppure unoperazione per lestensione
del controllo geopolitico. Queste erano caratteristiche delle
guerre precedenti, condotte da potenze economiche e militari
in lotta tra di loro. Adesso non ci sono più potenze,
poiché ce nè una sola. Siamo entrati nellera
dellImpero degli Stati Uniti dAmerica. Questa
è una guerra per il dominio mondiale. Dopo lAfghanistan
sarà la volta dellIraq, poi degli altri stati
"canaglia", poi dei "nemici" che via via
verranno individuati in ogni parte del mondo: stati, organizzazioni,
dirigenti politici riottosi, singoli oppositori eccetera.
Cè però un interrogativo aperto e angoscioso:
questa guerra si può anche perdere.
Nulla ci assicura che lOccidente possa vincerla. Nulla
autorizza a ritenere che i cinque sesti dellumanità
si lasceranno convincere ad accettare i modelli di vita occidentali.
Nulla autorizza a ritenere che accetteranno supinamente la
miseria in cui vivono.
Questi gli interrogativi a cui uno dei più importanti
osservatori di Politica Estera cerca di dare risposta.
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IL LAVORO CULTURALE
Luciano Bianciardi
Collana: Universale Economica
Pagine: 112
Prezzo: Euro 6,2
"Chi S'arrende Non Scrive"
I sogni e le delusioni di un giovane intellettuale e di un'intera
generazione nell'Italia del dopoguerra.
Il libro
Tra il pamphlet e il saggio di costume, "Il lavoro culturale"
ripercorre le tappe di formazione di un intellettuale di provincia
tra l'immediato dopoguerra e gli anni cinquanta. Gli anni
in cui mezza Italia, nata sotto il fascismo, fondava cineclub
e circoli di cultura, analizzava problemi, poneva istanze,
progettava saggi. Un'Italia giovane, appassionata e libertaria
che si sarebbe poi lasciata incasellare in ben più
consuete e metodiche sistemazioni. L'entusiasmo e la delusione
che segnarono quella generazione Bianciardi li sperimentò
direttamente, come direttamente vi aveva partecipato. E allora....
altro che "Miracolo Economico"
Approfondimento
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(ARCHIVIO)
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