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Storia di Sesto Fiorentino -- La Tomba della Mula
Fonte: comune.sesto-fiorentino.fi.it
A breve distanza dalla Montagnola,
sorge unaltra Tholos coeva, quella della Mula, proprio sotto
la villa Garbi Pecchioli. Essa appare oggi fortemente ritoccata;
era certo già in luce nel 1481 (la data è infatti
graffita allinterno) ed oggi, essendo adibita a cantina, risulta
areata dallalto da un pozzetto che dà luce alla camera
principale e reca una banchina per le botti.
La scala di accesso è moderna, ma corrisponde in parte allantico
dromos, del quale si conserva e si riconosce agevolmente lultima
parte, coperta da due grandi lastroni a livello decrescente come
se fossero dei gradini allinverso. Da qui il livello di copertura
si alza e i fianchi si restringono verso lalto, costituiti
da blocchi sgrossati ed aggettanti, che al sommo non arrivano ad
incontrarsi, ma sono chiusi da una copertura di lastroni in piano.
Procedendo avanti, attraverso questa specie di antecella o antetholos,
laltezza del successivo si riduce ed è sormontata da
una serie trapezoidale di grandi lastre in piano; troviamo insomma
un trapezio al posto del solito triangolo di scarico.
Prima di accedere alla tomba, superando tutto lo spessore della
costruzione, lingresso si restringe con la frapposizione di
ante. Seguono due grandi stipiti monoblocchi, sporgenti rispetto
alla linea perimetrale dellinterno, nel quale lingresso
si affaccia sormontato da un trapezio di scarico a lastroni, nel
motivo di raccordo dellingresso, retto, con la curva della
tholos. La tendenza costruttiva della Mula è a spicchi verticali
successivi e quasi giustapposti.
Lalzato si modella circolarmente per aggetti ridotti al minimo,
quasi rasati, sino allaltezza di m. 4,15 dal suolo. La cella
circolare è anchessa coperta ad aggetto ed appare priva
del pilastro centrale, conservato invece nella vicina tomba della
Montagnola; non è noto daltronde se il pilastro sia
mai stato qui presente, dato che leventuale punto di unione
di esso con la pseudovolta è oggi occupato da una moderna
presa di luce.
Da questo monumento, che per il tipo architettonico è da
attribuirsi al settimo secolo a.C., non proviene purtroppo alcun
oggetto. E daltronde certo che questa tomba, come quella
della Montagnola, va attribuita ad una ricca famiglia della zona,
allinterno di un quadro politico ed economico locale non ancora
del tutto chiarito
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