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La Manifattura dei Ginori

Fonte: comune.sesto-fiorentino.fi.it

Nel 1735, Sesto superava di poco i 5000 abitanti, Colonnata era un povero borgo abitato e in Europa la porcellana veniva prodotta solo nelle fabbriche di Vienna e di Meissen. Ginori fu quasi certamente spinto a curare una propria e aristocratica fabbrica di porcellana dalla stessa ambizione delle case regnanti in Sassonia e di Asburgo, ma la scelta si trasformò presto in vera preveggenza industriale. I contadini della proprietà Ginori furono i primi a essere reclutati e istruiti al nuovo "mestiere", mentre da Vienna arrivavano due esperti artigiani: Giorgio della Torre, maestro dei forni, e Carlo Wendelin Anreiter, esperto nell'uso della tavolozza policroma.

Nel 1744 ben tre rivenditori commercializzavano porcellane della Manifattura di Doccia con clientela di Firenze, e l'intraprendente marchese ne spediva i manufatti fino a Costantinopoli e Lisbona. Carlo Ginori muore nel 1757, ma la Manifattura, passata ai figli Lorenzo, Bartolomeo e Giuseppe, continua a svilupparsi e a prosperare: nel 1774 vi lavoravano infatti più di 100 persone. Ma fu con la proclamazione del Regno d'Italia che si aprì per la Ginori un più vasto orizzonte, la produzione, che non si limitava ormai al solo manufatto artistico, iniziò una più capillare diffusione commerciale nei mercati.

Quando il numero di operai arrivò a 1500 e la produzione - fra maiolica e porcellana - a dieci milioni di pezzi l'anno, la manifattura Ginori si sposò con il gruppo industriale Richard.
Nacque così, nel 1896, la società Richard Ginori, continuando una tradizione iniziata un secolo e mezzo prima, con una produzione sempre situata ai vertici del mercato internazionale.
Sesto Fiorentino vive ancora oggi il prestigio di avere la "Manifattura di Doccia", lo stabilimento più grande e importante della società, costruito nel 1951 a pochi chilometri dall'antica Manifattura ed esattamente sulla via Pratese. Qui si continuano a creare pezzi artistici e ornamentali, oggetti da collezione, porcellana sottile da tavola di alta qualità e una modesta quantità a doppio spessore per uso alberghiero.

All'interno della nuova fabbrica, moderna e razionalmente organizzata per la grande produzione, vive ancora la grande Manifattura. Una serie di isole dove tutte le lavorazioni vengono eseguite a mano e dove sono utilizzate le tecniche tradizionali del passato.

Attualmente la produzione si divide in due filoni principali: la lavorazione di ceramiche importate, decorate con decalcomanie sempre prodotte da aziende sestesi, oppure la creazione di oggetti quasi unici, di piccole e grandi dimensioni, a un livello decisamente artistico e spesso destinati all'esportazione.

In tutto questo rivolgimento, determinato dalla domanda di mercato, resta comunque lo spazio in cui l'oggetto d'arte viene desiderato e pensato. Nasce da un'idea e si trasforma, attraverso fasi successive curate dalla mano dell'uomo, fino a prendere la consistenza ben definita di oggetto "unico": una bambola, un vaso, una lampada.



La Manifattura di Doccia (la storia)

Il Museo di Doccia (informazioni ed iniziative)

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