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Storia di Sesto Fiorentino -- Manifattura di Doccia
Fonte: comune.sesto-fiorentino.fi.it
Protagonista di una grande tradizione è stata per secoli
la produzione della Manifattura dei Ginori,
in merito alla quale si potrebbero individuare tre atteggiamenti
fondamentali: la capacità di adattarsi al mutare dei tempi,
la continuità nel creare manufatti, il riuscire a mediare
necessità di mercato ed esigenze artistiche. Tutto questo
prende forma nelle stanze del Museo
delle porcellane di Doccia.
Doccia è il nome di una zona del territorio parrocchiale,
subito dopo le pendici di Monte Morello, dove, sorge la villa
di Ginori. Tale Museo è sicuramente uno dei musei italiani
più moderni ed insieme uno dei più antichi. Se la
data della sua inaugurazione ufficiale è il 1965, le sue
origini risalgono infatti al 1737, anno di fondazione della manifattura
sorta grazie alla volontà ed intuito di uno dei più
interessanti personaggi del Settecento toscano, Carlo Ginori.
Il museo si trova esattamente davanti all'odierna Manifattura,
in via Pratese al numero 31. E' di proprietà della Società
Museo Richard Ginori della Manifattura di Doccia S.r.l, facente
parte del Gruppo Ligresti, edificato su progetto dell'architetto
Nicolò Berardi, che faceva parte dello staff di Giovanni
Michelucci nel periodo in cui venne progettata la stazione ferroviaria
di Santa Maria a Novella a Firenze.
Tra le iniziative di Ginori, prima
tra tutte, fu quella di costruire una Galleria, in cui esporre la
migliore produzione della fabbrica. A questo scopo nel 1754
si creò nella villa Buondelmonti, acquistata nel 1737 per
l'uso della fabbrica, un apposito locale. In questo ambiente tutta
la produzione migliore faceva mostra di sè, venendo così
a costruire il nucleo del museo. Questa collezione infatti, arricchita
dai campionari e rimasta di proprietà Ginori anche dopo la
cessione della fabbrica nel 1896, si ammira oggi nel nuovo edificio.
Carlo Ginori affiancò a questo insieme il cosiddetto Museo
delle Terre, impostato anch'esso sin dall'inizio dell'attività
della manifattura.
E' costituito da centinaia di campioni di terre diverse e di colori,
alloggiati in un apposito locale su scansie e ordinati secondo le
loro caratteristiche riportate su inventari.
Di grande rilevanza storica è, invece, la raccolta delle
cere, legata alla produzione plastica della manifattura. Carlo Ginori
annetteva una grande importanza alla statuaria in porcellana, dove
si erano prodotte bellissime figure, alcune di grandi dimensioni.
Ed infatti a Doccia si riuscì a fabbricarne di grandi quasi
quanto al naturale.
All'interno, le opere sono state suddivise in ordine cronologico:
i periodi documentati sono cinque, per un arco di tempo che copre
tutta la produzione, dal 1735 al 1950. E' una raccolta unica
che offre alla vista le porcellane più raffinate e originali.
Un vero affresco della società, delle abitudini e della cultura
delle epoche in cui sono nate. Cinque periodi siglati dai vari Ginori
che si sono alternati alla guida dell'azienda: Carlo, Lorenzo, Carlo
Leopoldo, Carlo Benedetto.
E, insieme, i periodi dell'arte: il rococò, l'impero, il
neoclassico, il liberty, l'art decò. Dal 1923 al 1930 c'è
il periodo Giò Ponti. In tutto tremila pezzi esposti per
rivivere il passato, la maggior parte dei quali proviene direttamente
dalla famiglia Ginori.
Museo Richard Ginori
della Manifattura di Doccia
Via Pratese, 31
50019 Sesto Fiorentino (FI)
Telefono 055 4207767
Sito
Web
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