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La Storia di Sesto Fiorentino

Fonte: comune.sesto-fiorentino.it

Sesto (sextus ab urbe lapis) "Fiorentino" dal 1869 si estende su una superficie di 49,03 kmq con una popolazione (al 31 dicembre 1994) di 47.249 abitanti ed una densità abitativa di 963,48 ab/kmq.

Il centro abitato nacque lungo l'antica via Cassia, in una posizione che aveva già visto insediamenti etruschi e, addirittura preistorici, come dimostrano i ritrovamenti di recenti scavi archeologici.

Del periodo etrusco restano le tombe a tholos, due in condizioni perfette, la Tomba della Mula e la Tomba della Montagnola (scoperta nel 1959 dagli architetti Chiostri e Mannini) e alcuni toponimi (il torrente "Zambra" che sembra derivare da un termine etrusco che significava "il fiume dei morti")

Nel periodo romano, usando l'antica via Cassia (l'attuale percorso viario via Gramsci - via di Calenzano - Settimello verso Bologna) come decumano, la piana sottostante venne sottoposta, dopo una prima bonifica, alla centuriazione con l'assegnazione dei terreni così delimitati ai legionari romani che costituirono così i primi nuclei abitativi di Sesto.

In quello stesso periodo furono realizzate notevoli opere idrauliche quali gli interventi di bonifica e l'acquedotto che alimentava le terme e la colonia di Florentia e che transitava nel territorio di Sesto, in alcune località che ne hanno conservato il nome (Doccia, Colonnata,....)

I caseggiati dei coloni, vicini per reciproco aiuto, costituirono i primi nuclei abitati ed attorno ad essi sorsero le prime chiese: la più importante, la Pieve di S. Martino, costituì il fulcro del futuro centro abitato.

Sesto assunse comunque le dimensioni di borgo attorno all'anno mille, quando con il miglioramento delle condizioni economiche anche della vicina Fiorenza, agli insediamenti agricoli si aggiunsero, per difesa e per decoro, case-torri e residenze importanti.

Nell'età feudale Sesto fu feudo dei vescovi fiorentini che oberarono la popolazione di gabelle esose. L'insofferenza e un tentativo di ribellione costò ai Sestesi la scomunica nel 1260.

Con l'avvento della Repubblica Fiorentina, Sesto ne seguì le sorti, governata come podesteria da un podestà rinnovato semestralmente: la sede a Sesto era il Palazzo pretorio che porta sulla facciate stemmi ed armi dei vari podestà.

Isolato e poco difeso, ogni volta che un esercito si avvicinava a Firenze, Sesto era destinato a subirne le violenze (nel 1365 gli abitanti di Sesto scamparono al saccheggio delle truppe di Giovanni Acuto rifugiandosi nel castello di Calenzano).

Anche durante l'assedio di Firenze Sesto subì i saccheggi e le crudeltà dei mercenari tedeschi che si erano fermati nella piana; si ricordano però alcuni sestesi che combatterono eroicamente a Gavinana, Paolo e Francesco Corsi, e quel Dante Catellini da Castiglione che il 1° marzo 1529 sfidò in campo aperto e uccise Bertino Aldobrandi, fuoriuscito fiorentino, passato al campo avverso, assumendo la figura di strenuo difensore della Repubblica dall'aggressione dei traditori e degli stranieri.

Nel Rinascimento, col miglioramento delle condizioni di vita ed anche con la bonifica, ad opera della Repubblica, degli stagni e paludi che la circondavano Sesto conobbe un certo sviluppo: molti possessi e dimore acquistati da nobili e ricchi mercanti furono trasformati e abbelliti in case di campagna o addirittura in ville con parchi e giardini, costituendo l'attuale patrimonio ambientale e monumentale.
Nacquero anche osterie e locande, ed anche ospedali per pellegrini sulle grandi vie di comunicazione.

L'economia di Sesto fu prevalentemente agricola, assumendo un peso notevole sul rifornimento fiorentino con vini, oli e biade; nel 1736 nacque ad opera del marchese Carlo Ginori la Manifattura di Doccia, iniziando la produzione di porcellane che tanta importanza avrebbe avuto nella organizzazione economica della città.

Se fino alla fine del '700 Sesto non ebbe una vera e propria identità rispetto a Firenze, l'Ottocento segna lo sviluppo autonomo di Sesto.

La popolazione aumenta per il benessere derivato sia da una maggiore utilizzazione agricola delle piana sempre più bonificata, sia dal progredire delle industrie (soprattutto quella delle porcellane) e dei commerci; da un punto di vista urbanistico la città assume una propria fisionomia (nel 1848 Sesto viene tagliata in due dalla ferrovia Firenze- Prato).

Vivace fu anche la vita politica e sociale dei sestesi: già il 29 aprile 1799 nella piazza della Chiesa fu piantato "l'albero della libertà". Il 1° maggio 1808 con l'entrata in vigore del Codice napoleonico, fu abolito il podestà, che aveva sede nel Palazzo pretorio, e sostituito col giudice di pace.

Al plebiscito del 1860, su 2708 votanti , 2622 si espressero a favore dell'unione, 60 contro, 26 furno i voti non validi.

Il 27 luglio 1869 Sesto fu autorizzato ad aggiungere la qualifica di "Fiorentino".

Il 27 giugno 1871 venne inaugurato dal sindaco Daddi l'attuale Palazzo comunale, ma è soprattutto nel campo della cultura, dell'istruzione e delle attività sociali che si ha la nascita e lo sviluppo di associazioni e strutture: verso la metà secolo fu costruito il Teatro Niccolini, nel 1872 fu fondata dal marchese Lorenzo Ginori la Scuola di Disegno, per prepare teoricamente e praticamente le future maestranze della Manifattura di Doccia, il 7 marzo 1869 venne inaugurata la sede della Società per la Biblioteca Circolante, fu progettata e costruita la scuola elementare presso il Comune, nacquero Società di Mutuo Soccorso, Unioni Operaie, Cooperative, si riorganizzarono e rafforzarono itittuzioni come la Misericordia, vari istituti di beneficienza.

Drammatici gli avvenimenti di fine secolo: la grave crisi economica, lo sciopero delle trecciaiole e, soprattutto, il 5 maggio 1898, quando la truppa regia sparò sulla folla, uccidendo quattro sestesi; ma anche ricchi di fermenti: nel 1897 fu eletto deputato nella circoscrizione Giuseppe Pescetti, secondo socialista alla Camera dopo Andrea Costa e nel 1899 il Comune fu conquistato dai Socialisti, con il sindaco Pilade Biondi, primo sindaco socialista in Toscana, che lo tennero fino all'avvento del fascismo.

Fonte: comune.sesto-fiorentino.it

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